Nostra Signora dell'acqua

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"A nessuno piace essere povero. La povertà puzza."

— Vanna, "Mama"

Mama gestisce il mercato nero dell'acqua in un'Italia segnata da crisi climatica e repressione. Un monologo intenso su potere, sopravvivenza e possibilità di credere ancora nel futuro.

Testo di Deanna Morlupi

Con Simona Babini

"Nostra Signora dell'Acqua" è un monologo teatrale cinico, vitale e di stringente attualità. Lo spettacolo ci trasporta in un'Italia di un futuro non troppo lontano: una terra prosciugata dalla crisi climatica, spaccata da disuguaglianze estreme e schiacciata da una gestione politica che blinda le risorse per pochi privilegiati, lasciando i poveri a morire di sete.

Al centro di questo scenario desolante si erge Vanna, da tutti conosciuta come “Mama”: una donna indurita, che ha barattato i propri ideali con il pragmatismo assoluto per gestire il fiorente mercato nero dell'acqua.

"Nostra Signora dell'Acqua" è molto più della storia di un disastro ambientale. È un'indagine viscerale sul potere, sull'aridità morale dell'essere umano e sulla fatica immensa di credere ancora nel futuro. Un'opera graffiante che, attraverso gli occhi disincantati di una sopravvissuta, ci costringe a chiederci da che parte stiamo.


Premio Nazionale di Drammaturgia Maricla Boggio – III edizione Torino, 2026

Deanna Morlupi si classifica terza con Nostra Signora dell'acqua.

"Un testo che costruisce una voce potente, contraddittoria e necessaria. La scrittura è aspra, ironica, profondamente teatrale: le voci si intrecciano, i piani temporali si accavallano e il linguaggio si fa materia. Un’idea di disastro che si muove come una corrente sotterranea, capace di trascinare con precisione politica il rapporto tra sopravvivenza, potere e gestione dell’emergenza. Una riflessione che interroga, con precisione, l’idea stessa di mondo contemporaneo attraverso una lingua immediata, popolare e stratificata. Un’opera che resta, perché costringe a guardare il presente." - La giuria